A cura della Redazione

Si è conclusa nell’orto di una struttura riabilitativa pompeiana l’iniziativa con la quale alcuni ragazzi vesuviani hanno sperimentato, insieme ai loro  coetanei diversamente abili, la coltivazione biologica prevista dal progetto  “Piantiamo” che ha visto come protagonisti Marina Ferrara e Roberto Todisco (Associazione Fuori dal Seminato), Mirko Gallo (Associazione Le Tribù) e Giovanna Gison, coordinatrice del Centro Medico Riabilitativo Pompei, oltre ai loro coetanei ospiti della struttura.

L’iniziativa, partita l’inizio di quest’anno, è dell’associazione “Fuori dal Seminato”, che opera nella promozione dell'agricoltura urbana, il Centro Medico Riabilitativo di Pompei,  l’associazione “Le Tribù” interessata al consumo critico, e l'associazione “Teseo”,  operante nel campo della salute e della prevenzione. Il progetto è finanziato con l'Otto per Mille della Chiesa Valdese e prevede la coltivazione dell’orto sinergico e i processi di trasformazione agroalimentare di spezie e tisane, dalla piantumazione all'essiccazione fino al confezionamento e la distribuzione alle famiglie del territorio.

Si tratta dell’avviamento formativo ad un percorso lavorativo nella filiera agroalimentare per giovani diversamente abili. L’iniziativa “Piantiamo” è stata filmata in tutto il suo percorso, dall’inizio al brindisi finale perché diventerà un cortometraggio sul racconto di  un’esperienza speciale che parteciperà alla prossima edizione di Moviemmece, il Cinefestival della biodiversità del cibo e delle culture, organizzato a Napoli dall’Associazione “Fuori dal Seminato”.

Il progetto “Piantiamo” ha rappresentato una sfida al pensiero dominante perché ha coniugato logiche apparentemente incompatibili come la diversa abilità, la solidarietà e il mercato. Nel racconto (e negli occhi) dei protagonisti c’era alla festa conclusiva di ieri, 2 ottobre, la soddisfazione  di aver fatto qualche cosa di positivo, non solo nel campo sociale, ma di aver anche contribuito a disegnare un mercato delle merci e del lavoro che sia inclusivo delle unicità e che rispetti le differenze.